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Parigi e la Belle Epoque: lo stile bohemien

Dopo la fine della grande Depressione, che aveva caratterizzato il ventennio 1873-1895, seguì un nuovo ciclo di espansione economica, contraddistinto dalla diffusione di nuove invenzioni e nuove tecniche lavorative: macchine a vapore per treni e per navi, l’invenzione del motore a scoppio e la comunicazione in tempo reale attraverso onde radio prima e telefoniche dopo. Tutto questo comportò un clima di grande ottimismo, pace e relativo benessere che riguardava perlopiù la società borghese speranzosa di un futuro migliore.

Venne chiamata la Belle Epoque questo periodo di prosperità, dove il cabaret, il cinema e il can can allietavano le serate di molta gente. La vita apparve più facile a tutti: se i padri e i nonni di quella generazione erano stati costretti a spostarsi a cavallo o a comunicare attraverso lettere, possiamo immaginare l’emozione nel vedere le città illuminarsi ogni sera. Esisteva il piacere di uscire anche dopo la cena e ritrovarsi nei caffè ed assistere a spettacoli teatrali. Senza dubbio Parigi rappresentò l’emblema di quest’epoca, la capitale del tempo libero e del divertimento!

Durante questo periodo prese forma un nuovo stile di vita per gli intellettuali che rifiutavano una società fondata sul mercato e sulla produttività: lo stile bohème. Vite frugali, al limite della povertà, ma illuminate dal fuoco dell’arte e dalle false speranze di liberarsi dalle costrizioni della società. Per i bohèmien, la società non comprende l’arte ma, avvilisce la fantasia e la volontà. Pittori, musicisti e modelle, furono loro i protagonisti di uno stile di vita alternativo, reso celebre nel 1851 dallo scrittore Henri Murger con la sua opera famosa “Scènes de la vie Bohème”, nella quale descriveva scene di cui, a quel tempo lui stesso prendeva parte.

Ma la consacrazione di questo stile di vita si ebbe nel 1896, con l’opera di Puccini “La Bohème”, dove l’esistenza spensierata di un gruppo di giovani artisti bohèmie, costituiva lo sfondo di diversi episodi dell’opera. Proprio attraverso il modo di vestire i bohèmien manifestavano la loro ribellione: rifiutavano la cravatta, indossavano scarpe polverose e consumate, portavano il colletto slacciato, la barba era incolta e i capelli spettinati. Ovviamente la loro curiosità verso altre culture li portava ad indossare foulard, orecchini ed altri accessori distintivi.

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Gli scenari della vita bohèmien erano i salotti, i bar parigini e le soffitte dove, artisti e letterati bevevano assenzio alla ricerca di ispirazioni. Baudlaire, Flaubert, Rimbaud, Degas, Lautrec furono alcuni dei più celebri bohèmien e anzi, Lautrec fu l’artista che seppe meglio descrivere, attraverso le sue litografie, il mondo gioioso dei locali parigini. Incentrò la sua carriera proprio a ritrarre la vita frizzante che animava quei luoghi, dando un’immagine alle sensazioni e agli stati d’animo della gente che viveva la notte: modelle, amanti abbandonate nei caffè e prostitute colte.

Ovviamente non possiamo collocare il fenomeno bohèmien solo nella Parigi dell’800, perché se ci pensate, possiamo ricondurlo anche in altri momenti della storia, e quindi possiamo definirlo oggi come un’inclinazione dell’animo che appartiene a tutte quelle persone dal genio tormentato e ribelle. Al giorno d’oggi si afferma lo stile boho-chic: la versione contemporanea di quello stile che ha come protagonisti giovani colti e brillanti che per il gusto di essere anticonformisti e provocatori hanno un look apparentemente trasandato ma rigorosamente studiato a tavolino nei minimi dettagli.

Scoprite chi siete e cosa vi piace attraverso la moda e perché no, l’abbigliamento bohèmienDate spazio alla vostra personalità, aspetto fondamentale dello stile bohèmien, scegliendo di indossare gonne lunghe, gilet in pelliccia, tuniche ricamate, cardigan oversize e stivali morbidi! Lo stile bohèmien dalla fine dell’800 è mutato ma non se n’è andato!