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Intervista a Giorgia Striuli, creatrice del brand ED

Oggi intervistiamo Giorgia Striuli, ideatrice del progetto ED Tuttomaiuscolo, che si definisce “Quasigrafica_pseudodesigner_apprendistastilista” . Giorgia unisce design, moda e grafica e  riesce così ad esprimere la sua creatività in vari modi.
Ogni progetto ha varie influenze al suo interno: il concetto, il progetto, la tecnica, ma anche l’estetica, il colore, le sensazioni, l’intuito, il tutto arricchito dalle sue personali esperienze. Giorgia sovrappone ed amalgama le sue capacità, mettendo in evidenza la sua creatività e la possibilità di gestirla in campi diversi. In questo modo realizza prodotti unici che variano da capi d’abbigliamento a accessori.

Ciao Giorgia! Ci parli un po’ di te?

Ciao a tutti!

Qualcosa di me? Dopo aver studiato al liceo classico mi sono resa conto che il greco e il latino non mi lasciavano esprimere al meglio la creatività e ho deciso di mettermi alla prova in un ambiente completamente diverso. Ho iniziato studiando design industriale alla Scuola Italiana Design di Padova: esperienza di tre anni in cui ho potuto capire che avevo qualcosa da raccontare e che il modo migliore per farlo era sfruttare la mia creatività.

Appena diplomata alla scuola di design ho iniziato a lavorare come grafica in uno studio dove mi occupavo principalmente di abbigliamento, e nel frattempo mi sono iscritta ad una scuola di moda a Treviso.
Dopo anni di studi e di lavoro ho deciso che era ora di dare veramente voce a quello che sentivo più mio: il fashion design appunto. E così ho iniziato ad insegnare presso l’Accademia del Lusso di Treviso e ho iniziato diverse collaborazioni come fashion graphic designer.

Com’è nato il marchio ED? Perché proprio questo nome?

Il marchio ED è nato principalmente dall’esigenza di creare qualcosa che parlasse di me: ho iniziato con una piccola sfilata nel maggio del 2009 a Venezia, che è stata un modo per mettermi alla prova sulla determinazione che metto nelle cose in cui credo.
Il nome del marchio ha un significato di tipo “grafico” e un significato più concreto legato al periodo in cui ho scoperto la mia passione per il mondo del fashion.
Se si capovolge il logo, come in effetti sarebbe nell’originale, si legge la E come un grande paio di occhiali, mio segno distintivo, e la D diventa un sorriso enorme…questa sono io!

Quali e quanti sono i progetti che appartengono a questo marchio?

ED è un marchio molto giovane e non contiene ancora molti progetti, anche perché attualmente mi dedico soprattutto a collaborazioni esterne come stilista e purtroppo non rimane mai moltissimo tempo per le mie cose, ma appena ho un’idea, cerco di realizzarla il prima possibile.
I progetti sono fondamentalmente quattro: la linea di borse “RecyclED”, il golf per il collo “RollUp”, la mantellina “L’ombrello non lo voglio” e l’abito multifunzione “Triplicata MENTE”.

Le tue borse sono create a partire da materiali altrimenti destinati ad essere gettati via. Come ti è venuta quest’idea e dove trovi i materiali?

La linea RecyclED è nata dall’idea di voler utilizzare materiali “insolitamente” fashion, per realizzare dei prodotti prettamente fashion. Il pay off del marchio è infatti “insoliti materiali per insolite borse”.
Il materiale principale utilizzato è la carta dei sacchi dei panifici industriali, che ha un colore che ho sempre amato ed è stato la prima che ho voluto sperimentare: viene trattata con vernici opache e collanti che la rendono più resistente e impermeabile.
Tutto il resto dei materiali utilizzati sono tessuti e accessori che già avevano avuto una “vita precedente”: passamanerie, bottoni riciclati dalla nonna durante la lunga attività di sarta, pezzi di jeans non più utilizzati, plastica da imballaggi, gomma antiscivolo per le stoviglie…insomma non c’è limite alla sperimentazione. La cosa più divertente è mettere insieme cose che forse prima non si erano mai incontrate. Il nome quindi deriva proprio da questo: aver riciclato cose da una loro vita passata, per unirle e accostarle in un insolito accessorio di stile.
Ho trovato i materiali in casa, a casa della nonna sarta, della zia che un tempo cuciva bambole, tra i vecchi abiti nell’armadio e vecchie scatole nascoste. Un po’ ovunque. Il tutto doveva darmi la possibilità di realizzare le mie creazioni ad un costo molto basso. Ed ho cercato di mantenere il mio proposito. Mantenendo la mia unicità.

Raccontaci qualcosa del processo creativo e produttivo dei tuoi capi e accessori.

Solitamente non vado in cerca di idee, non avendo dei brief da sviluppare: mi arrivano! Non ho progettato nessuno dei miei prodotti, non l’ho cercato…io le chiamo illuminazioni. Per quanto semplici e banali possano essere, sono tutte idee che mi sono venute in mente in un qualsiasi momento della giornata e la maggior parte delle volte nascono da una mia esigenza. Studio molto il mio rapporto con i miei capi di abbigliamento e mi accorgo che a volte li uso in un modo diverso da come erano stati pensati e da qui principalmente nascono le mie idee. Mi piace capovolgere un po’ gli standard.
Sicuramente la contaminazione visiva mi aiuta in tutto questo.

In che modo Internet ti ha aiutato a far conoscere il tuo brand?

Io mi nutro proprio di immagini, foto, filmati e internet in questo mi fa da guida: colori, forme, prospettive…metto tutto nel mio bagaglio e li tiro in ballo, appena mi sembra opportuno. Diciamo che comunque il processo parte da un’idea che viene disegnata, abbozzata e sistemata, in seguito viene creato il primo modello di prova, perfezionato e infine confezionato.
Mi occupo di tutte le fasi, dall’idea alla realizzazione, ai servizi fotografici e allo styling, perchè voglio un prodotto che parli di me in tutto e per tutto.
Internet è stato fondamentale per farmi conoscere. Ho aperto un profilo su Facebook e da lì è nato il tutto: le prime foto, i primi commenti, molte richieste di amicizia, compliment e richieste per interviste, insomma una vera e propria soddisfazione! Senza internet nessuno saprebbe chi sono.

Bene Giorgia! Grazie per la chiacchierata! Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Progetti per il futuro ne ho molti, ma un po’ disordinati. Per il momento sto collaborando con diverse aziende e sto imparando parecchie cose che sicuramente arricchiranno la mia formazione e potranno dare un valore aggiunto ai miei prodotti futuri. Grazie a voi!