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I nuovi trend per la f/w 2016-17 – a cura di Stefano Guerrini

Se è vero che a ogni stagione corrispondono determinate tendenze, è altrettanto vero che il loro impatto sulla società e sulla nostra quotidianità è cambiato in maniera considerevole nel corso degli ultimi decenni. Per questo abbiamo chiesto a Stefano Guerrini, fashion blogger, stylist e docente di moda, di fare luce su stili e capi che detteranno tendenza per la f/w 2016-17.

Partiamo dal presupposto che tutte le volte che mi chiedono quali sono le tendenze per una determinata stagione a me prende il panico. Mi passano davanti immagini neanche fossi in procinto di esalare l’ultimo respiro e non riesco mai a dire nulla di particolarmente intelligente. Al di là dell’aspetto auto-ironico, in realtà questo accade perché se penso alle ultime stagioni mi vien da dire che non esistono più i diktat della moda come negli anni Ottanta e Novanta, non ci sono i macrotrend ai quali era imprescindibile dover dar retta se si voleva essere un minimo al passo coi tempi. Esistono tante microtendenze, alcune più visibili, altre meno, figlie di uno zeitgeist che ci vuole forse più indipendenti nei confronti delle proposte degli stilisti, in definitiva: viva la nostra personalità!

Stefano Guerrini

Tante le proposte dal fashion system, che possono essere mescolate, rifuggendo il total look ‘straight from the runway’ che sta bene solo a certe celebrities, e a volte manco a loro. Questo però non vuol essere un modo bieco per rifuggire il mio compito, per cui fra le sfilate che ho visto live, tante da farmi girare la testa a volte, e quelle che ho recuperato sul web, da insider del settore, ma anche da bravo fashion addicted, non posso mica farmi trovare impreparato, ho cercato di capire quello che può aver senso proporvi per la prossima f/w 2016-17.

Innanzitutto siamo in autunno/inverno, per cui si pensa ai capospalla, non vi posso far andare in giro mezzi svestiti, l’influenza e i geloni sono in agguato. Mai come a queste sfilate ho visto proposte per ripararsi dal freddo! In primis i cappotti, avvolgenti, lunghi, spesso over, danno sicurezza e soprattutto vien voglia di averli subito nel proprio guardaroba, anche perché accanto alle proposte più minimal, il nero e il grigio ci sono, così come tantissimo cammello, il più bello quello di Damir Doma effetto cocooning, oppure a ricordare un impermeabile, strizzati in vita da una cintura, come da Givenchy e da Etro, ci sono le versioni a doppio petto, grande ritorno, ma soprattutto tante proposte massimaliste. Nell’omaggio al western style di Dolce & Gabbana ad esempio i cappotti presentano decori a forma di pistola, da MSGM son abbelliti da una maxi spilla di plastica a forma di fiore, il tinta unita di Paul Smith è attraversato da una maxi banda verticale di colore a contrasto, non manca la versione maculata, vista nella bella sfilata di Dell’Acqua per la sua linea N°21. Molti i tessuti tipici della sartorialità maschile usati per questi maxicoat, come da Christian Pellizzari, che però li sfuma sul fondo di rosso per dargli un animo grintoso, altri cappotti mostrano un legame al mondo militare, come da Ports 1961 o da Andrea Pompilio. E il militare è un trend davvero in continua ascesa, arrivando a declinarsi nel guardaroba di un principe guerriero nella collezione di Balmain, il cui uomo, fra alamari dorati, applicazioni ed elementi protettivi, non sa davvero cos’è il minimalismo!

Tante anche le cappe. Da Gucci vanno a evidenziare lo stile retrò, così superbamente rivisitato da Alessandro Michele, da Prada sono in lana nera o in pelle effetto used anche qui ad esaltare la figura del marinaio di ritorno da chissà quale battaglia che Miuccia Prada ha fatto sfilare. Non mancano quelle con grafismi etnici, ma in colori accesi, da County of Milan e quelle ‘all camouflage’ da Moncler Gamme Bleu, in una collezione tutta declinata in questa texture. È trasformata poi in un morbido cappotto da Giorgio Armani.

Qualcuno aveva dichiarato in calo i montoni, ed invece lo shearling c’è e come non ricordare la giubbotteria in questo materiale dalla vestibilità maxi vista da Junn J, ospite speciale di Pitti a Firenze. In ribasso sembrerebbe invece il chiodo, ma niente paura per i suoi fan più incalliti, si trasforma in un elegantissimo cappotto cammello da Dior Homme, in un maxi imper all leather da Maison Margiela, rimane il simbolo sporty evergreen da Dirk Bikkembergs. Non accenna a calare l’amore che l’uomo contemporaneo ha per i bomber, presenti in molte varianti, da quella in argento vista da Calvin Klein a quello in lana con inserto tricottato da Givenchy, passando per quello con disegni rubati all’arte contemporanea di Brioni, in pelliccia bicolor da Burberry e quello in seta chicchissimo di Louis Vuitton. Ci sono poi versioni stampate a fiori e con decori preziosi, viste da Ports 1961.

Stefano Guerrini

credits: Daniele Baldi

Perché l’uomo per la f/w 2016-17, non so se si era capito, è sospeso fra la ricerca di essenzialità e la voglia di decoro. Un po’ asceta, ma anche tanto ‘pavone’!
Sempre da Burberry molti montgomery, che sono in versione doppiata invece da Sacai. E le giacche a vento? Ci sono, ma per sopravvivere, visto la loro ormai rutilante presenza da parecchie stagioni, devono rinnovarsi. Per cui sono enormi, di tre taglie in più quelle di Raf Simons, o hanno colori inusuali, il ceruleo di Bally ad esempio.
Nel recupero dei materiali della sartoria classica non va dimenticato il tartan, presenza continua nelle ultime stagioni e non mancherà nella prossima f/w, presentandosi come maxi kilt iperdecorato da Dsquared2, ma anche per i meno eccentrici sotto forma di bellissime giacche da Bottega Veneta.
Meno evidenti, ma si riaffacciano al mercato, sia il camoscio, il giubbotto in suede lilla di Bally mi è davvero rimasto nel cuore, sia il velluto, ad esempio i completi da sera di Emporio Armani saranno un must-have.

Se in calo sulla passerella sono le felpe, a farla da padrona è la maglieria. Over o più aderente al corpo, ma onnipresente. Si è fatto notare il maglione davvero ‘huge’ con il collo in cui inneggia una scritta pacifista da Helen Anthony, cardigan da Gucci, da Prada e da Vivienne Westwood, maglioncini a collo alto, ma tagliati sulle maniche e sul girovita a dare un effetto vintage, sbrindellato da MSGM e da Etro. . Rosso fuoco o a righe quelle di N°21. Bellissima la maglia a effetto melange sui toni dell’arancione e quella dove i fili sembrano dare un effetto pixelato, ideate da Massimo Nicosia per Pringle of Scotland. Nota di stile: quando possibile la maglia va infilata dentro ai pantaloni, come visto da Canali.

Pantaloni ampi, a vita alta e a cadere bene sulla scarpe, annientando in un attimo la moda ‘ho lasciato il rubinetto aperto in casa’ che voleva negli ultimi tempi i calzoni a ben scoprire la caviglia. Da Emporio Armani, anche quando realizzati in pelle, sono un inno al sentirsi bene, al confy. Ma è una tendenza diffusa, si son visti anche da Zegna, e anche i fan più sfrenati del look skinny han cercato di dare più equilibrio e una forma meno costrittiva. Attenzione alla vestibilità anche nei completi, dove la spalla della giacca è sempre scesa, si ha spesso l’impressione che sia di una taglia in più, portati con nonchalanche, anche quando ripropongono effetti tappezzeria o sono iperdecorati.

Ma quali saranno i colori dell’inverno prossimo? Forte la tentazione nei mesi più freddi di essere moderati, per cui via libera ai grigi e ai toni del marrone, ma anche al verdone scuro, quasi bottiglia. Poi innegabile che il nero non abbia nessuna intenzione di sparire. Ma a sorpresa iniziano a spuntare elementi cromatici in contrasto con la voglia di sobrietà. Da Versace diverte il rosa, colpiscono le tonalità di azzurro baby, anche per i capospalla e le giacche, Costume National manda in passerella completi strepitosi in blu elettrico e rosso, da Hermes è il peacoat ad essere azzurro, mentre aragosta i pantaloni. E da Berluti affascina la capacità di Alessandro Sartori di mescolare la tavolozza cromatica, il mou con il burgundy e il viola, l’arancione bruciato con il celeste. Un invito ad essere meno didascalici e schiavi della stagione.

Stefano Guerrini

credits: Michele Ercolani

Nonostante la premessa iniziale che non avrei saputo cosa dire, forse mi son dilungato un po’ troppo. E son anche sicuro di aver dimenticato un sacco di cose, come lo stile sporty da mescolare al formale, la presenza di gonne in ben più di una passerella uomo, poi lo stile Seventies che non ci abbandona, i rimandi orientali e chissà cos’altro!

È che ad analizzare la nuova stagione verrebbe già voglia di sfoggiare questi capi, inventandosi l’occasione più giusta. Ed è con questo che vi lascio, con la mia voglia di giocare con la moda, che spero sia anche la vostra, ricordandosi che siamo noi ad indossare gli abiti e non il contrario. Non dimenticate mai chi siete e sarete sempre perfetti!