» Curiosità » I nuovi materiali della moda

I nuovi materiali della moda

Oggi più che mai, i nuovi materiali e i gusti della moda sono in continua evoluzione. Tutti conosciamo tessuti sostenibili come il cotone biologico, il bambù e la canapa ma oggi non mancano idee e tessuti a dir poco innovativi.
Procede in questa direzione la stampa digitale. Le stampe vengono direttamente applicate ai tessuti con le stampanti, con conseguente riduzione di circa il 95% di acqua, il 75% di energia e di rifiuti. Questa tecnica è stata utilizzata da progettisti come Maria Katrantzou, Alexander McQueen e Basso & Brooke.
Nell’aria vi è dunque un rinnovato desiderio per capi dallo stile unico e originale. Piuttosto che la rivisitazione di trend passati, si tenderà a preferire uno stile completamente nuovo. È il caso degli indumenti realizzati con stampe in 3D così come le cravatte prodotte con il nastro di vecchie cassette audio … incredibile ma vero!
C’è poi chi ha realizzato tessuti simili alla pelle utilizzando tè, zucchero e lo stesso tipo di lievito e batteri presenti nel kombucha. A quanto pare quindi i batteri non sono solo da combattere quanto piuttosto da sfruttare. “Faber Futures” è infatti la prima linea di tessuti la cui stampa è stata realizzata sfruttando i batteri per creare i pigmenti di colore.
Ma forse uno dei materiali più in crescita di utilizzo negli ultimi anni è il poliestere riciclato dal PET. Recentemente, il materiale sta facendo progressi per entrare nel mondo dell’altamoda con Ecotech Zegna e i suoi solar jacket. Un altro tessuto 100% in poliestere prende il nome di Returnity e recentemente viene molto utilizzato per la produzione di abiti da lavoro e nell’arredamento.
In quanto al sughero poi, non è certamente un nuovo materiale rivoluzionario ma la sua presenza nella moda è aumentata negli ultimi anni anche perché è impermeabile, resistente al fuoco, di facile pulizia e di lunga durata, repellente alla polvere e allo sporco. Cosa chiedere di più?
Forse un capo di abbigliamento che non ha bisogno di alcun lavaggio? Rientra in questa categoria la linea di jeans recentemente lanciata dal produttore brasiliano Tristar. Si tratta di pantaloni che possono essere ‘ripuliti’ dai batteri (anche se non dalle macchie) con 24 ore nel freezer all’interno di un sacchetto speciale.

Dalle alghe alle fibre di banano, sono davvero tanti i materiali per la produzione di tessuti. Persino l’ortica, di recente, è entrata nel mondo della moda e il primo abito realizzato in fibre di ortica lo ha indossato il presentatore della BBC, Kylie Pentelow. Le sue fibre sono più lunghe e più forti rispetto a quelle del cotone e più sottili di quelle della canapa.

by phgaillard2001

Photo by phgaillard2001 on Flickr, licensed under CC contents

Altra interessante scoperta è Piñatex™ brevettato dal marchio Ananas Anam che fa capo all’imprenditrice e designer Carmen Hijosa. Si tratta di una fibra vegetale con la quale si realizza un tessuto molto simile alla pelle, ricavato dalle foglie di ananas, adattamento di una tecnica della tradizione filippina e ideale per dar vita a giacche, scarpe e tanti accessori.
A proposito di accessori e zaini in particolare, quelli realizzati da Project Solaire incorporano un pannello solare per catturare l’energia solare e poter ricaricare il vostro smartphone. Ideali per chi di voi sta pianificando una gita fuori porta o magari vuole partecipare a uno dei tanti festival musicali estivi.

Greg Molyneux

Photo by Greg Molyneux on Flickr, licensed under CC contents

Ma la novità più interessante in assoluto è la storia di Orange Fiber, un modo rivoluzionario di rispondere al problema dello smaltimento delle tonnellate di rifiuti prodotti ogni anno dall’industria agrumicola e, allo stesso tempo, innovare nel campo della moda.
Orange Fiber è una cosmeto-fibra ricavata dalla cellulosa delle arance utilizzabile per la realizzazione di un tessuto nel quale, attraverso l’uso delle nanotecnologie, vengono fissate delle microcapsule di oli essenziali in grado di rilasciare sulla pelle di chi lo indossa preziose vitamine A, C ed E, resistenti a numerosi cicli di lavaggio. Interessante vero? Beh, è proprio il caso di dire che Orange is the new green!
Avete anche voi sentito parlare o provato qualche materiale rivoluzionario? Cosa ne pensate? Non vediamo l’ora di leggere i vostri commenti!