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I just want to be perfect

L’abbiamo vista nei panni della tredicenne Mathilda nell’indimenticabile “Léon” di Luc Besson, e da quel lontano 1994 ha scelto con cura maniacale tutti i successivi ruoli, senza mai sbagliare un colpo.

Stiamo parlando di Natalie Portman, se qualcuno non l’avesse già capito, fresca di un meritatissimo premio Oscar per l’emozionante – e sicuramente inquietante – interpretazione di Nina, ballerina newyorkese che desidera solo, come dice in “Black Swan”, essere perfetta.

E se parliamo di perfezione, Natalie Portman non può che essere la protagonista del discorso: è brava, poliedrica (certamente tutti ricordano la sua conturbante danza di fronte a un atterrito Clive Owen in “Closer”), bella e buona. Natalie, che per amore di gossip sta aspettando un bambino dal ballerino e coreografo francese Benjamin Millepied, è anche un’attivista per i diritti degli animali e sostenitrice di varie associazioni che si battono contro lo sfruttamento dei paesi in via di sviluppo.

Natalie Portman
Natalie Portman in una scena di "Black Swan"

“>Praticamente perfetta, l’abbiamo già detto. E Natalie Portman è l’unico caso in cui la perfezione non stanca: è impossibile non rimanere incantati dalla grazia innata che anima ogni suo gesto, dalla discrezione con cui gestisce la sua vita tra il red carpet e le pareti della sua casa di Long Island, e dalla tenacia con cui studia ogni personaggio per immedesimarsi perfettamente nei suoi panni (per sua stessa ammissione al mensile “Flair“, a distanza di mesi si sente ancora profondamente coinvolta dall’interpretazione del sensuale cigno nero).

Amante degli animali, professionalmente impeccabile ed elegante: certo non stupisce che la bellezza sofisticata di Natalie venga sempre più insistentemente paragonata a quella senza tempo di Audrey Hepburn che, con le sue celebri movenze delicate, il sorriso quasi timido con cui si esponeva ai flash dei fotografi fasciata da favolosi abiti da sera (se diciamo Givenchy non possiamo che pensare a lei) e la determinazione con cui ha sempre difeso la sua vita familiare dalle intemperanze del jet set, è riuscita a creare un mito che resiste incrollabile dagli anni ’50. Perché anche le ragazze del 2000 sognano un giro in Vespa aggrappate alle spalle di Gregory Peck.

Audrey Hepburn
Audrey Hepburn
Audrey vs. Natalie
Audrey vs. Natalie

E come per decenni il pubblico ha ammirato incantato la vita di 50 centimetri di Audrey, le scapole “ossute” ormai entrate nel mito, e il suo sguardo da cerbiatto, oggi non possiamo che sospirare anche di fronte a Natalie Portman che, avvolta della stoffa viola della maison Rodarte che nasconde (ma non troppo) la sua gravidanza, pronuncia commossa il suo discorso di ringraziamento.

È nata una leggenda? Chissà. Quel che è certo è che tutti tifiamo per lei.

Natalie Portman
Natalie Portman alla notte degli Oscar, febbraio 2011 (abito: Rodarte | foto: Matt Sayles)