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Hipster: una moda o uno stile di vita?

Le persone, forse sentendo l’esigenza di assettare il mondo che le circonda, o forse per il bisogno di ordinare e catalogare ciò che vedono, o ancora per capire meglio loro stessi, sono portate a dare definizioni ma anche a definirsi: hippie, rock, punk, hipster e via dicendo; tutti vocaboli che sì hanno a che fare con lo stile ma vanno anche oltre indicando un determinato modo di vivere.

Perché quando si parla di hipster, si delinea una vera e propria subcultura dai gusti ben chiari non solo per quanto concerne l’abbigliamento, ma anche in fatto di letteratura, cibo, musica e cinema. La filosofia hipster nasce attorno agli anni ’40 in America, come un movimento di ragazzi bianchi di ceto medio che emulavano lo stile di vita dei jazzisti afroamericani, mostrandosi anticonformisti e pronti a separarsi dalla società.

Oggi hipster è sinonimo di uno stile di vita creato a tavolino ma studiato nei minimi dettagli per far credere che non lo sia. Il tipico hipster è un laureato dall’atteggiamento ricercato, a volte alternato a stili decadenti, ama l’arte, la fotografia, la musica e lo skateboard. Unisce il gusto retrò, esprimendolo attraverso la passione per tutto ciò che è vintage, con quello per la tecnologia più avanzata e di ultima generazione.

A tavola l’hipster adora mangiare cibi genuini, naturali, biologici e soprattutto quelli di cui ne può individuare la provenienza. Grazie al suo aspetto ricercato ma allo stesso tempo stereotipato non è difficile individuarlo: la barba incolta o i baffi per i ragazzi, la frangetta per le ragazze, occhiali da nerd con lenti grandi, tondeggianti e con una montatura nera e spessa, non importa se si abbia o meno carenza di diottrie.

 

zaino hipster
HerschelLITTLE AMERICA – Zaino – grijs/bruin

L’unica religione che tutti gli hipster riconoscono come tale sono i pantaloni attillati, gli skinny con il risvolto alla caviglia. Nel guardaroba di un hipster non possono mancare maglioni di lana e cardigan oversize, camicie a quadri di flanella, come quelle grunge anni ’90 abbottonate fino all’ultimo bottone, e magliette vintage con scritte che ricordano band degli anni ’70 e ’80. Quanto alle scarpe, maschili o femminili, gli hipster prediligono quelle dalla suola ultrapiatta e dallo stile minimal.

Se gli skinny jeans e le camicie a quadri formano la divisa di ordinanza degli hipster, gli accessori di cui non possono fare a meno sono: il cappellino, fondamentale e da portare con visiera alzata, le bretelle, la borsa per l’immancabile pc, la reflex al collo, lo skateboard e per concludere l’immacolata bici, sì perché gli hipster si preoccupano dell’ambiente.

Una delle offese peggiore che si possa fare a un hipster è proprio quella di chiamarlo così, perché? L’hipster non ama essere etichettato, non vuole che la sua immagine possa legarsi a uno stereotipo. L’hipster non rivendica alcuna appartenenza politica, non è né di destra né di sinistra perché volutamente indipendente da ogni regola. Ma essendo alla ricerca di uno stile di vita non catalogato, purtroppo è caduto nel conformismo e nell’etichettatura, per questo la moda e la società li definisce hipster.

E voi cosa ne pensate?