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Una “viaggiatrice contromano”: Monica Nardella

L’intervista all’autrice del travel blog “Turista di mestiere”

Viaggiare vuol dire scoprire mete inusuali, a volte sconosciute. Ce lo racconta Monica Nardella, “turista di mestiere”, che ci svela qualche curiosità sul suo blog, sugli itinerari prediletti e sui libri da cui trae ispirazione per la scelta dei viaggi.

Ciao Monica! Raccontaci qualcosa di te. Che tipo di viaggiatrice sei?
Ciao! Mi piace definirmi una viaggiatrice “contromano”. Quella che un tempo era una necessità (scegliere mete poco gettonate per ovviare alle ferie obbligatorie in alta stagione a rischio folla e prezzi alle stelle) è diventata una virtù. Ormai rifuggo le mete classiche che non hanno più nulla da raccontare e mi avventuro in luoghi poco avvezzi al turismo, ancora autentici e pieni di generosa umanità.

Di solito come scegli le tue destinazioni? Quali sono le tue principali fonti d’ispirazione?
Nella maggior parte dei casi sono ispirata dai libri che leggo. Sono appena rientrata dalla Colombia sulle orme del mio scrittore preferito, il premio Nobel Garcia Marquez e partirò presto per un tour di Parigi per mappare i luoghi più significativi di una commedia romantica che si snoda tra le vie di un quartiere di artisti vicino Montmartre. Pensate che alloggerò persino nello stesso albergo del protagonista e ho già prenotato un tavolo nel ristorante dove è ambientato uno degli episodi più singolari del romanzo! Altre volte sono catturata semplicemente da una foto evocativa ma sempre più spesso mi sento “chiamata” da una meta in momenti particolari della mia vita. Quando mi sento “pronta” per quella destinazione, compro il biglietto!

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Nella foto Monica Nardella, founder di “Turista di mestiere”

Una volta scelta la meta, qual è la prima cosa da pianificare secondo te?
L’itinerario. Decido sempre prima cosa voglio assolutamente vedere e pianifico il viaggio con una certa accuratezza per evitare disguidi vari. A Casablanca, per un errore di valutazione del transfer in treno da Rabat, ho rischiato di non vedere la Moschea di Hassan II (una delle poche aperte al mondo anche ai non musulmani). Quando sono arrivata, le porte erano chiuse ma non mi sono arresa e sono riuscita ad entrare ugualmente (ovviamente ve l’ho fatta breve ma diciamo che si è trattata di un’avventura rocambolesca da raccontare ai propri nipoti!).

Qual è il capo che porti sempre con te in valigia indipendentemente dalla destinazione?
Una sciarpa milleusi non solo in caso di freddo o, al contrario, per ripararsi dal sole. Nei paesi musulmani ad esempio è indispensabile per coprirsi il capo; nelle chiese o in luoghi di devozione cristiana è utile per coprirsi le spalle. Sono sempre attenta a rispettare usanze e prescrizioni dei paesi in cui mi trovo a viaggiare.

Quali mete consiglieresti per un fine settimana alternativo nella nostra amata Penisola?
I piccoli borghi. Quelli in cui ricaricare le batterie grazie a un “turismo lento”, un’accoglienza genuina, eccellenze gastronomiche a km0. Basta allontanarsi, di poco, dall’itinerario classico e si scopre un mondo che sembra perduto e non lo è affatto. Io ad esempio ho appena scoperto la campagna romana e me ne sono innamorata. Sono realtà laboriose, autentiche, fermamente intenzionate a salvaguardare la tradizione. Sono loro la vera Italia.

Lo scorso giugno è nata l’Associazione Italiana Travel Blogger, di cui sei Presidente. Quali sono gli obiettivi di questa associazione?
Rivendicare la professionalità e l’etica dei travel blogger. Siamo una realtà ormai consolidata nell’industria del turismo e vogliamo che i nostri interlocutori sappiano esattamente chi siamo, cosa facciamo e soprattutto come: con entusiasmo e passione, certo, ma anche competenza, maturità e talento. Già oltre 30 blogger hanno aderito al nostro progetto e contiamo di suscitare ulteriore consenso nei prossimi mesi grazie alle attività e alle iniziative di cui AITB si sta facendo promotrice.

Barcellona

Photo by Angelo Amboldi on Flickr, licensed under CC contents

Viaggi e Tecnologia: quali sono le app che più utilizzi maggiormente e che consiglieresti?
Non uso molto le APP perché pianifico molta parte del viaggio prima di partire e non da mobile. Ultimamente però mi sono avvicinata con curiosità alle applicazioni grazie a “Beepry”, un servizio di comparazione voli e hotel con funzioni avanzate assolutamente innovative e performanti (come l’inserimento codici sconto o i multitinerari, per dire) che mi ha selezionata come beta tester. Pur non avendo figli, mi sento di suggerire l’APP “Playground around the corner” perché fornendo mappe con immagini e descrizioni dei parchi giochi pubblici italiani e stranieri aiuta chi viaggia con bambini a scegliere l’area giochi ideale a seconda delle proprie esigenze.

Zalando ha dedicato un’intera sezione a Barcellona, con una selezione di capi per un fine settimana nella meravigliosa città spagnola. Quale luogo inusuale di Barcellona suggerisci per apprezzare la città senza migliaia di turisti intorno?
Sono generosa: consiglio un luogo e un itinerario. Il luogo è il barrio de la Ribera da visitare dopo aver letto (come ho fatto io) “La Cattedrale del Mare” il –bellissimo- romanzo di Ildefonso Falcones che parla dell’edificazione della Basilica di Santa Maria del Mar. L’itinerario invece è abbastanza insolito perché vi permetterà di scoprire la Barcellona romana, tra le testimonianze ancora vivide dell’antica e fiorente Barcino, costituite dai resti delle antiche mura di cinta, le torri semicircolari, gli archi dei due acquedotti cittadini, una necropoli e, soprattutto le quattro (stupende e poco conosciute) colonne del Tempio di Augusto! Il tour può dirsi completo solo dopo la tappa nell’istruttivo Museu d’Historia de la Ciutat nel quale potrete immergervi nell’antico castrum visitando il complesso sotterraneo che si estende sotto plaza del Rey per oltre 4000 metri quadri.

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